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Sistemi radianti a pavimento per le riqualificazioni senza demolizioni della pavimentazione esistente

 

Tra i costi delle riqualificazioni, oltre a quelli relativi alla manodopera, ai materiali e alle pratiche professionali vi sono anche quelli per le demolizioni. Tali costi sono di difficile quantificazione in termini generali perché devono essere riferiti al singolo caso in questioni e alle sue peculiarità. Le spese relative alle demolizioni si possono così riassumere:

  • rimozione di elementi costruttivi
  • selezione e accatastamento a deposito entro l'ambito del cantiere dei materiali ricuperabili
  • trasporto delle macerie al piano di carico in strada
  • sgombero delle stesse con trasporto alle pubbliche discariche
  • eventuali opere provvisionali
  • diritti di discarica

Per valutare l’incidenza della rimozione di una pavimentazione composta da massetto e piastrelle in ceramica si può ricorrere ai prezzari delle opere edili. Ad esempio per un appartamento di circa 100 m2 il costo può variare da 1300 a 1800 Euro in funzione della collocazione dell’immobile.

Esistono tecnologie che possono evitare questi costi di demolizione e, non di meno importanza, semplificare i lavori riducendo i temi del cantiere. Di seguito sono riportati esempi applicativi di sistemi radianti da installate sull’esistenze senza demolire la pavimentazione e i relativi strati di supporto.

 

E lo strato isolante?

Le norme UNI EN 1264-4 e NI EN ISO 11855-5 prescrivono, in funzione delle condizioni di installazione, la resistenza termica minima dell’isolante. I limiti sulla resistenza termica sono stati inseriti per favorire la direzione del flusso di calore del sistema, ovvero ridurre le dispersioni di calore verso gli ambienti da non climatizzare.

Spesso i sistemi radianti a basso spessore vengono utilizzati nelle riqualificazioni e una domanda che può sorgere spontanea è: “Devo rispettare i limiti di resistenza termica prescritti dalle norme oppure posso derogarli visto che si tratta di una riqualificazione?” La riposta più rapida è che i limiti vanno sempre rispettati, indipendentemente dalla tipologia di installazione (su edificio nuovo o riqualificato). Vi sono però delle casistiche nelle quali risulta difficile, per mancanza di spazio in altezza o problemi di posa in opera, installare lo spessore dell’isolante richiesto dalla normativa. In questi casi dovrà essere fatta un’analisi sulla stratigrafia esistente per quantificare l’effettiva perdita di calore verso il basso. Uno strumento per effettuare questa analisi sono le simulazioni agli elementi finiti (FEM), definite all’interno della norma UNI EN ISO 11855.

In Figura 1 sono rappresentate due configurazioni uguali a meno dello spessore dell’isolante. Nel caso a sinistra l’isolante ha resistenza termica R = 1.25 m2 K/W, mentre nel caso a destra la resistenza è R = 0.60 m2 K/W. A parità di resa verso l’alto la perdita di calore del caso con minore resistenza termica è maggiore e passa da 14 W/m2 a 22 W/m2.

Altri aspetti importanti da tenere in considerazione sono la presenza di strati isolanti oltre a quello del sistema radiante, gli strati acustici (che possono avere anche funzione termica), la collocazione del sistema (su interpiano, su porticato, su cantina, ecc.) e le condizioni climatiche esterne (temperatura di progetto invernale).

Figura 1. Simulazioni agli elementi finiti di un sistema radiante a pavimento con isolanti con diversa resistenza termica

 

Componenti e stratigrafie dei sistemi radianti a pavimento

Sistema radiante con fresatura delle piastrelle

Il sistema è ottenuto fresando il supporto alla pavimentazione in modo da poter inserire la tubazione nelle gole di fresatura così create. Il sistema può essere realizzato su diverse tipologie di materiale, quale ad esempio le lastre in gesso-fibra, massetti esistenti oppure nuovi e pavimentazioni esistenti. Per quest’ultimo caso dovrà essere eseguita una valutazione sulla stabilità dei materiali e la compatibilità con la fresatura.

Lo spessore del sistema è pari a quello della nuova pavimentazione e può essere di qualche millimetro in caso di gres porcellanato sottile (circa 3.5 mm) oppure di poco più di un centimetro in caso di parquet incollato.

 

Sistema con piastre di ancoraggio in materiale plastico

Una lastra termoformata, in materiale plastico, è atta alla posa delle tubazioni; può essere posizionata su qualsiasi superficie esistente (massetto, pavimento, …). Grazie al basso spessore (circa un centimetro), il sistema è particolarmente adatto per l'integrazione in edifici esistenti. Uno strato di autolivellante viene posato appena sopra i funghetti, con una conseguente altezza totale di installazione di soli 15 mm. Dopo un breve tempo di essiccazione, il rivestimento desiderato può essere collocato direttamente sull’autolivellante indurito. Poiché il tubo è quindi direttamente sotto lo strato di finitura del pavimento, i tempi di risposta sono brevi e il sistema può essere azionato con acqua a bassa temperatura, rispondendo comunque velocemente alle regolazioni e variazioni di temperatura.

Lo spessore del sistema è pari a 1,5 cm più lo spessore della nuova pavimentazione.

 

Sistema di Tipo B (secondo UNI EN 1264 e UNI EN ISO 11855)

Il sistema è composto da pannelli isolanti preformati con apposite scanalature per contenere le lamine termoconduttrici e le tubazioni. I produttori forniscono due tipi di pannelli, il primo per la posa rettilinea dei tubi, il secondo per la realizzazione delle curve. Le lamine possono essere già assemblate al pannello oppure da montare in cantiere. Al di sopra delle tubazioni e delle lamine, si posa un foglio separatore di polietilene, che ha la funzione di distributore dell’energia termica e di supporto per le pavimentazioni. Le pavimentazioni possono essere di molteplici tipologie, sempre rispettando le prescrizioni dei produttori.

In figura 2 sono rappresentati tre esempi di soluzioni per sistemi radianti a pavimento senza demolizioni. Lo spessore riportato a lato di ogni sezione si riferisce ad una pavimentazione dello spessore di 1 cm.

* spessore della pavimentazione paria ad 1 cm.

Figura 2. Sistemi radianti a pavimento senza demolizioni della pavimentazione

 

Sistema radiante ad aggancio rapido

Il sistema per riscaldamento e raffrescamento radiante a bassissimo spessore è idoneo per ristrutturazioni e sistemi a bassa inerzia. Il panello forato di spessore di 3 mm è realizzato in PE/PP con superficie rivestita di tessuto per il fissaggio facile e sicuro delle tubazioni. Il pannello è caratterizzato da specifiche perforazioni sulla superfice per consentire spessori ridottissimi dell’intero sistema fino a 21 mm, i fori corrispondono ad una griglia di riferimento a multipli di 5 cm che consente una posa rapida e precisa. Può essere posato su sottofondi portanti e asciutti, come ad esempio massetti esistenti, pavimenti in ceramica o legno. La posa con tubazioni di ridotto diametro (circa 1 cm) garantisce ampia flessibilità di posa; la tubazione è avvolta a spirale da strisce ad aggancio rapido, in accoppiata con il tessuto che riveste il pannello ne assicura l’ancoraggio. Il tubo viene fissato alla lastra con la pressione del piede, senza attrezzi specifici e senza perforazione dello strato isolante.

Figura 3. Sistema radiante ad aggancio rapido (Fonte: Rehau)

 

Sistema con pannello indipendente dall'isolante con clip

Il sistema è composto da uno pannello pieghevole, maneggevole e leggero, con uno spessore di 3 mm. L'installazione eseguibile da un unico operatore e senza necessità di attrezzature. La tubazione viene vincolata al pannello mediante clip. Il pannello è composto da un foglio in TNT antistrappo adatto all‘accoppiamento con tubazioni con strisce ad aggancio rapido.

Lo spessore totale è pari a circa 2,7 cm più la pavimentazione.

Figura 4. Sistema con pannello indipendente dall'isolante con clip (Fonte: Uponor)

 

Contenuti a cura dell'Ing. Clara Peretti - Consorzio Q-RAD

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